giovedì 21 luglio 2011
lunedì 27 giugno 2011
festa dell'unità
poche cose mi mancano come la festa dell'Unità.
Quella vera.. oddio forse io quella vera non l'ho davvero conosciuta.. la mia era già quella del pds poi dell'Ulivo dei Ds e adesso del PD.
Poche cose m'indignano come sapere la festa dell'Unità in mano al PD.
Da piccola aspettavo la festa nel paese per passarci tutte le sere che potevo.
Era per me l'evento della stagione.
Potevo finalmente:
giocare al gioco dei tappi e portare a casa le piantine
passare tutte le sere nella libreria della fiera visto che a sodacity non c'era e non c'è una libreria che si dica tale
osservare i vecchietti ballare il liscio
pensare: quest'anno mi fermo e gioco a scacchi e non farlo per la vergogna
partecipare con qualche grande alla tombola
mangiare per due settimane il cibo fantastico preparato dalle nonne del paese
mangiare i frati caldi la notte con il plauso dei miei
farmi attaccare addosso l'adesivo del partito all'ingresso..
lo stesso adesivo che avrebbe ricoperto ogni palo della luce e della segnaletica nei dintorni nei mesi a seguire.. sono convinta che se adesso andassi a verificare un palo a caso a via della Repubblica a Sodacity potrei avere un'efficace testimonianza dell'involuzione del partito solo osservando gli adesivi degli anni trascorsi.
Stasera dovevamo recuperare il motorino di Sguercio di fronte alla festa dell'Unità in ostaggio al PD.
Per sentirmi un pochino a mio agio ho comprato Il manifesto del partito comunista e Non leggete i libri fateveli raccontare di Bianciardi..
non c'erano i frati caldi.. mi sono dovuta fermare dal cornettaro vicino a casa:
ahhh.. come mi manca la festa dell'Unità!
sabato 7 maggio 2011
sabato 26 marzo 2011
sabato 5 febbraio 2011
martedì 1 febbraio 2011
venerdì 17 dicembre 2010
la briscola in cinque
..inizio dal più facile della sessione.
devo premettere che per ovvie ragioni in questo periodo la a forza di ragionar di donne, parti, poteri femminili etc sono diventata suscettibile alle considerazioni di certi uomini sulle donne.
Malvaldi l'ho letto in una serata d'insonnia, mi sono divertita come se sfogliassi il vernacoliere, mi sono sentita a metà strada tra una pineta e il bar tutto il tempo, un pò a casa insomma, è stato piacevole.
Tuttavia, se non fosse che mi veniva voglia di mattonella dai dai mentre leggevo mi sono pure molto urtata.
Vecchietti fantastici, baristi tutto loro, tipi smenci e commissari scontati ma le donne.. le donne una rovina.
Una è morta ma pure zoccola, l'altra è una lolita, di una si sa solo che ha du tette che conquistano, le mogli sono tutte che scanzati è meglio mamma mia sono la rovina dei mariti, le nonne un dito nel culo dei nonni ergo vedi sopra e le ex-mogli dei granbudelli che incornavano i mariti. Ora è ovvio che uno non debba sempre per forza tessere le lodi dell'altro sesso.. però mi è sembrato davvero troppo scialbo. Insomma, in un romanzo intero.. una caratterizzata bene ci poteva stare. Le chiacchiere al bar hanno troppo contagiato l'autore.. che tra l'altro per non capirne un cazzo di donne cos'ha fatto? Ha messo un particolare chiave nella soluzione del giallo che non ha coerenza femminile nemmeno a cercarla.. la vera vendetta è che a volere dipinger senza impegno ha pure chiuso senza impegno la storia.
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